Nel momento storico in cui siamo passati da abitudini rurali (tipici dei nostri avi), in cui predominava un alto consumo energetico, ad uno stile di vita sedentario caratterizzato da scarsa attività fisica ed alimentazione errata, il nostro organismo è diventato un “accumulatore” di tessuto adiposo. In particolare il tessuto adiposo viscerale è causa di sovrappeso, obesità e diabete di tipo II. Da questo breve prologo è facile intuire come il numero di soggetti obesi e diabetici rappresenta oggi il principale “serbatoio” delle case farmaceutiche.

Inoltre, nonostante la grande attenzione dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), della comunità scientifica internazionale e medica, la prevalenza dell’obesità, del diabete di tipo II e le malattie cardio-metaboliche, saranno in forte aumento nei prossimi anni.

Ritengo che sia fondamentale mirare a una sana alimentazione e a un corretto stile di vita. In genere, un piano alimentare personalizzato, equilibrato nei macronutrienti Carboidrati/Proteine e Lipidi, ben dosato in termini di micronutrienti e ben calibrato in termini di calorie, è la miglior strategia nel lungo periodo, per tenere lontani i numerosi stati patologici che ad oggi spesso gravano in maniera incisiva anche sulle casse dei sistemi sanitari nazionali.

Ad ogni modo, oggi, esistono delle strategie alimentari, che somministrate da specialisti di nutrizione umana e per brevi periodi, come ad esempio la dieta chetogenica a bassissimo contenuto calorico (VLCKD), suggerita, solitamente, per un massimo di 8-12 settimane, in modo continuo o intermittente, hanno fatto osservare un crescente interesse per la gestione dell’obesità e delle sue comorbilità.

Ricordo che in questo tipo di regime alimentare VLCKD, rappresenta un intervento nutrizionale che imita il digiuno, attraverso una forte restrizione dell’assunzione dei Carboidrati, con un relativo aumento delle proporzioni di Lipidi e Proteine. Tuttavia, la VLCKD non deve essere considerata come una dieta ad alto contenuto proteico, in quanto la sua l’assunzione giornaliera di proteine è di circa 1,2-1,5 g/kg di ideale peso corporeo.   La VLCKD è basata su preparazioni proteiche ad alto valore biologico derivate principalmente da proteine del siero di latte, uova, ed inoltre da proteine di piselli e soia. In questo scenario, il ruolo pilota lo svolge la chetogenesi che si attiva a livello mitocondriale degli epatociti, e conduce alla produzione di un gruppo di composti organici di piccole dimensioni, idrosolubili in acqua, noti come corpi chetonici, che diventeranno per breve periodo fonte di sostegno del nostro organismo.

 E’ interessante come la letteratura scientifica degli ultimi anni, l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica (ADI), la Società Italiana di Endocrinologia (SIE), pongono la VLCKD come opzione terapeutica in diversi quadri clinici, tra cui l’obesità, l’obesità associata con comorbidità, la malattia epatica grassa non alcolica (NAFLD), l’epilessia farmaco-resistente, indicando la VLCKD come valido strumento di supporto terapico.

I risvolti della VLCKD sono molteplici: oltre al netto calo ponderale osservato, studi recenti in modelli murini, indicano che la VLCKD presenta un’azione contrastante verso l’invecchiamento cognitivo. Alcuni autori, inoltre danno enfasi al modello VLCKD, osservando in studi effettuati sui roditori un significativo aumento della sopravvivenza media rispetto alla dieta della popolazione controllo.

Ricordo che questo tipo di approccio alimentare mirato principalmente al forte calo ponderale, deve essere fatto sotto stretta osservazione dello specialista in ambito nutrizionale, e che il successivo step, di reintroduzione di carboidrati e passaggio a dieta equilibrata deve sempre essere prescritto da specialisti del settore.

Al prossimo articolo….

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